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Cos’è l’Acidificazione dell’Oceano?

Le conseguenze dell’uso di carburanti fossili (carbone, olio e gas naturali) da parte dell’uomo in termini di riscaldamento globale non sono sfuggite all’attenzione generale. L’acidificazione dell’oceano è un altro risultato, molto meno conosciuto, del  rilascio giornaliero nell’atmosfera di circa 79 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2), non solo come risultato dell’incenerimento di carburante fossile ma anche della deforestazione e della produzione di cemento. A partire dall’inizio della rivoluzione industriale, approssimativamente un terzo della CO2 rilasciata nell’atmosfera dalle attività antropogeniche è stata assorbita dagli oceani del nostro Pianeta, i quali giocano un ruolo-chiave nel moderare i cambiamenti climatici. Senza questa capacità degli oceani, il contenuto di CO2 nell’atmosfera sarebbe molto più elevato e le conseguenze dovute al riscaldamento globale molto più drammatiche. L’impatto dell’acidificazione dell’oceano sugli ecosistemi marini è ancora poco conosciuto ma una delle più probabili conseguenze è la crescita rallentata degli organismi che formano scheletri o conchiglie calcaree come coralli e molluschi.

Il termine “acidificazione dell’oceano” può essere fuorviante. Gli oceani non diventeranno acidi (cioè con un pH inferiore a 7) in un prossimo futuro. Il termine acidificazione significa che il pH dell’acqua di mare decresce e si sposta quindi verso l’estremità acida della sua scala di misura. Oggi il pH medio degli oceani è 8.1 (sono perciò leggermente basici), più basso di 0.1 unità rispetto al periodo prima della rivoluzione industriale. Ciò potrebbe non sembrare un cambiamento elevato ma la scala del pH è logaritmica. Una diminuzione di 0.1 unità corrisponde perciò ad un aumento del 30% degli ioni idrogeno (H+). Simulazioni hanno mostrato che il pH potrebbe arrivare a 7.8 prima della fine di questo secolo, un valore che gli ecosistemi marini non hanno sperimentato da parecchi milioni di anni.

 

Cos’è EPOCA?

 

Il EU FP7 progetto integrato EPOCA (Progetto Europeo sull’Acidificazione Oceanica) è stato varato lo scorso Giugno 2008 per una durata di 4 anni. Lo scopo complessivo è quello di migliorare la nostra conoscenza sulle implicazioni biologiche, ecologiche, biogeochimiche e sociali dell’acidificazione dell’oceano.

Il consorzio di EPOCA riunisce insieme più di 160 ricercatori di 32 istituti e 10 Paesi Europei (Belgio, Francia, Germania, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Svizzera).

 

Coordinatore del progetto: Jean-Pierre Gattuso

Responsabile del progetto: Lina Hansson

Information technology manager: Anne-Marin Nisumaa

 

La sede del progetto è situata al:

Laboratoire d’Océanographie (CNRS/Université Pierre et Marie Curie, Paris 6)

BP 28

06234 Villefranche-sur-Mer Cedex

France

Tel: +33 493 76 38 69

Fax: +33 493 76 38 34

 

Quali sono gli obiettivi di EPOCA?

I soggetti di ricerca di EPOCA sono divisi in quattro temi.

Primo, EPOCA mira a documentare i cambiamenti della chimica oceanica e la distribuzione geografica degli organismi marini nello spazio e nel tempo. Metodi di paleo-ricostruzione su svariati dati di archivio, inclusi sui Foraminiferi e sui Coralli di mare profondo, saranno utilizzati per determinare le passate variazioni nella chimica oceanica (carbonati, nutrienti e metalli in traccia) per rapportarli poi alle osservazioni biologiche e chimiche del presente.

Secondo, EPOCA dedicherà molto impegno a quantificare l’impatto dell’acidificazione oceanica sugli organismi marini e sui vari ecosistemi. I processi-chiave biogeochimici attinenti al clima come calcificazione, produzione primaria e fissazione dell’azoto saranno esaminati utilizzando un largo assortimento di tecniche che spazierà dagli strumenti molecolari all’approccio fisiologico ed ecologico. Esperimenti di perturbazione saranno condotti sia in laboratorio che sul campo. Gli organismi- chiave saranno selezionati in base alla loro importanza ecologica, biogeochimica o socio-economica.

Terzo, la componente di EPOCA focalizzata sulla modellizzazione integrerà le nozioni acquisite sull’impatto chimico, biologico e biogeochimico dell’acidificazione dell’oceano in modelli biogeochimici, di sedimenti e oceanico- climatici. Particolare attenzione sarà prestata ai feedbacks dei cambiamenti fisiologici sui cicli del carbone, dell’azoto, dello zolfo e del ferro e a come a loro volta questi cambiamenti influiranno e saranno influenzati dal cambiamento climatico futuro.

Infine, EPOCA valuterà le incertezze, i rischi e i limiti (“tipping points”) correlati all’acidificazione dell’oceano su scala molecolare, cellulare, dell’organismo, locale e globale. Saranno anche stabilite quali sono le modalità di emissione della CO2 necessarie per evitare di raggiungere i limiti suddetti, per descrivere i cambiamenti di stato, qualora le emissioni eccedano e i conseguenti rischi per l’ambiente marino e il sistema Terrestre.

 

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